RSA, 12mila persone in lista d'attesa in Piemonte: cosa significa per gli anziani e le loro famiglie.
Chiama il 3473427197 per aderire alla vertenza.
CGIL Piemonte e Federconsumatori Piemonte hanno avviato un'iniziativa legale sulla questione delle rette delle RSA. Il 6 ottobre 2026 hanno inviato una diffida alle Direzioni generali delle ASL piemontesi, primo passo di una vertenza che punta al riconoscimento della quota sanitaria per le persone non autosufficienti che necessitano di assistenza nelle strutture residenziali.
Per la CGIL il diritto all'assistenza delle persone non autosufficienti è garantito dalla Costituzione e dalle leggi. Le esigenze di bilancio non possono stabilire se un diritto sia o meno esigibile: spetta alla politica, a prescindere da chi governa, trovare le risorse necessarie per garantire i diritti e dare piena applicazione alle leggi.
CGIL e Federconsumatori chiedono che vengano resi noti i criteri utilizzati per formare le graduatorie e attribuire alle persone non autosufficienti le diverse classi di priorità: urgenti, non urgenti e differibili. Contestano un meccanismo che, secondo le organizzazioni, finisce per scaricare sulle famiglie costi che dovrebbero essere sostenuti dal servizio sanitario.
Al centro della vertenza c'è il sistema piemontese della doppia valutazione, sanitaria e sociale.
La valutazione della persona non autosufficiente considera sia le condizioni sanitarie sia la situazione sociale. Secondo la contestazione della CGIL, questo sistema può far sì che una persona con un elevato bisogno sanitario non ottenga il riconoscimento della quota sanitaria a causa del peso attribuito alla componente sociale della valutazione.
Nell'assistenza sociosanitaria residenziale in RSA è prevista una compartecipazione alla spesa: il 50% della tariffa è a carico del servizio sanitario, attraverso l'ASL, mentre il restante 50% costituisce la quota sociale o alberghiera a carico dell'utente, salvo l'eventuale intervento economico del Comune quando ricorrono le condizioni previste.
È proprio sul riconoscimento della quota sanitaria che si concentra la vertenza. Nella diffida CGIL e Federconsumatori chiedono la disapplicazione della deliberazione della Giunta regionale del 25 giugno 2013, n. 14-5999, che disciplina il sistema della doppia valutazione, e la revisione delle graduatorie sulla base della valutazione sanitaria, richiamando la legge 833 del 1978 e i Livelli essenziali di assistenza.
Attualmente sono 11.616 le persone in lista d'attesa in Piemonte. A queste si aggiungono circa 2.500 persone già ricoverate in RSA che non hanno ancora richiesto la valutazione dell'Unità di valutazione geriatrica (UVG) e che quindi non compaiono nelle liste. Un quadro che restituisce la dimensione di un problema che coinvolge migliaia di anziani e famiglie.
L'obiettivo della vertenza è far cessare da parte delle ASL ogni comportamento ritenuto lesivo del diritto al riconoscimento della quota sanitaria, pari al 50% della tariffa prevista per l'assistenza sociosanitaria in RSA, per tutte le persone che ne abbiano diritto.
In Piemonte il problema non può essere ricondotto soltanto al numero complessivo di posti letto presenti nelle strutture. Al primo ottobre risultano 33.042 posti letto accreditati nelle RSA, ai quali ne sono previsti altri 2.694. Il nodo sollevato dalla vertenza riguarda soprattutto i criteri di accesso alla copertura sanitaria e chi debba sostenere il costo dell'assistenza.
Le rette effettivamente richieste dalle strutture possono variare sensibilmente sul territorio e in base alla tipologia di struttura e di assistenza. Nella provincia di Torino oscillano fra 2.700 e 4.200 euro mensili, con costi mediamente più elevati nel capoluogo e nella prima cintura; a Novara, Cuneo e Alessandria vanno da 2.200 a 3.200 euro, mentre ad Asti, Biella, Vercelli e nel Verbano Cusio Ossola si collocano tra 1.900 e 2.900 euro. Cifre difficilmente sostenibili con le pensioni di molti piemontesi.
Per le famiglie, l'attesa del riconoscimento della quota sanitaria può tradursi in un sacrificio economico pesantissimo. Si consumano i risparmi, ci si indebita e si può arrivare persino a vendere la propria casa per continuare a pagare la retta della RSA, mentre si attende che il servizio sanitario riconosca il sostegno economico dovuto.
Le famiglie che vogliono capire se, nel proprio caso, esistano i presupposti per ottenere il riconoscimento della quota sanitaria possono rivolgersi alle sedi CGIL delle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola contattando il numero 3473427197. Sarà possibile ricevere assistenza e una prima valutazione gratuita da parte dei legali, per verificare la situazione e individuare le iniziative necessarie a tutelare il diritto al riconoscimento della quota sanitaria della retta RSA.
CGIL Novara e VCO - Michele Piffero - Segretario Generale della Camera del Lavoro
Flc Cgil Novara e VCO - Prof. Luigi Michele Colecchia - Segretario Flc Cgil
da Segreteria
del giovedì, 05 novembre 2026